Come Scegliere il Packaging più Adatto. Viaggio alla Scoperta dei Materiali parte 1

 “E’ meglio la Polpa, il Cartoncino o la Plastica?” 

Questa è una delle domande che mi sento rivolgere spesso dai miei clienti quando si tocca l’argomento “materiali”.  Come se esistesse una classifica assoluta del migliore, invece esistono diverse classifiche e queste dipendono da molti fattori. 

Infatti la mia risposta è sempre la stessa: “Dipende per cosa lo usi” . Ok, lo so, così non ti ho proprio risposto. È giusto che io mi spieghi meglio.

Quello che sto per scrivere non ha la pretesa di essere una guida, ho solo pensato di voler mettere a disposizione la mia conoscenza e la mia esperienza, quello che ti suggerisco, dopo che avrai letto, è di guardare sempre a cosa ti serve il packaging.

A qualsiasi ora del giorno, in qualsiasi città, puoi camminare per strada ed imbatterti in un continuo via vai di gente che cammina da ogni parte e in questa folla c’è sempre una percentuale di questi che mangia o beve qualcosa.

Un tempo tutto questo non accadeva. Non che non si mangiasse per strada ma lo si faceva di meno.

I motivi erano diversi, ma quello più importante, quello che ci interessa più da vicino, è che oggi ci sono tantissimi tipi di packaging, che una volta non esistevano, da poterci permettere di mangiare di tutto ovunque e praticamente in quasi tutte le condizioni.

Ancora di più per i locali, come possiamo vedere il packaging ha avuto una forte evoluzione rispetto a qualche anno fa: 

  • Forme 
  • Materiali 
  • Tenuta dei condimenti 
  • Mantenimento/dispersione della temperatura 
  • Idoneità al contatto alimentare
  • Attaccamento del cibo al contenitore 

E tantissime altre caratteristiche.

Fino a pochi anni fa ai contenitori, sia per liquidi che per cibo, era richiesto che facessero il loro lavoro di base: contenere, trasportare.

Questo perché quel modo di consumare il cibo era poco usato, quindi le esigenze effettivamente erano minori.  Inoltre la ricerca di nuovi materiali era un settore ancora in evoluzione e di conseguenza gli stessi possibili effetti sulla salute non erano conosciuti.

Poi, col tempo, tutto si è evoluto e con i nuovi modi di consumare il cibo (in ufficio, al parco ma anche trasportato a casa) anche i contenitori hanno ricevuto questa spinta ad evolversi. Un tempo imperava la plastica adesso sono entrati nuovi materiali.

Quindi mi vuoi dire che la plastica non va più bene?  No, aspetta. Abbi pazienza e vediamo di fare chiarezza su tutto questo.

Come sto cercando di dirti ogni materiale ha il suo scopo ed ogni confezione è giusta negli gli usi per cui è stata creata.

Se ricordi, fino a qualche anno fa, i piatti erano quasi esclusivamente di plastica. Ci mangiavamo dall’insalata agli spaghetti pieni di sugo che serpeggiavano nel piatto come le anguille vive.  E che dire dei bicchieri? Stesso ragionamento, Dentro ci mettevamo di tutto, dalle bibite ghiacciate al te bollente. Il massimo del termico che ci permettevamo erano i bicchieri di polistirolo che tenevano la temperatura ma se dentro ci mettevi qualcosa di caldo questo prendeva subito un altro sapore.

Non voglio giudicare il passato, era così e lo era per tutti. Inoltre il passato è passato.

Ma oggi il mondo è cambiato. Oggi esistono materiali che un tempo non ci sognavamo nemmeno e che adesso possiamo usare tutti i giorni in quello che cuciniamo e prepariamo. Senza contare che tutti questi materiali oggi nascono all’insegna della salute di chi li usa.

Ti ho voluto descrivere fin qui qualcosa del passato solo per dirti che comprendo il senso della domanda iniziale “Qual è il packaging migliore?” perché in fondo arriva anche da vecchi modi di vedere le cose. In passato i tipi di packaging erano minori e con minori forme quindi la richiesta a cui rispondere era quella.

Oggi, non è più così.

Infatti se tu provassi a dare un sandwich, un’insalata o una lasagna tutti nello stesso tipo di contenitore ti ritroveresti con clienti scontenti, con merce invenduta e soldi buttati via.

Sì, lo so. Ci sono anche gli irriducibili, quelli che dicono “Infondo è la stessa cosa”  Lascia che provi a rispondere a loro. 

“Quanti tipi di riso esistono?  Useresti lo stesso tipo di riso per tutti i preparati? I rigatoni col pesto alla genovese allora sono la stessa cosa?” 

Scusa, lo so di avere detto delle eresie culinarie, ma giusto per farti capire che non è lo stesso. Come per riso, pasta e altro bisogna usare quelli giusti lo stesso bisogna fare con le confezioni da asporto.

Per evitare di buttare via il tuo cibo, quindi i tuoi soldi, per rispettare i tuoi clienti e tutto quello che prepari, la scienza ormai ci è venuta incontro. Prendiamo ad esempio una caratteristica di cui abbiamo detto prima “Idoneità al contatto alimentare”.

Il Ministero della Salute con il MOCA (Materiali ed Oggetti a Contato con gli Alimenti) ci impone, fortunatamente, delle regole per evitare di usare dei materiali sbagliati in cucina ed in fase di conservazione.

Gli articoli che usi devono essere idonei al contatto con gli alimenti e questo è valido sia nel processo di preparazione e cottura ma anche nel processo di conservazione e stoccaggio. Per dirla semplice, quando metti il cibo nel contenitore da asporto questo non deve rilasciare sostanze che rovinano la bontà del prodotto e che non danneggino la salute dei tuoi clienti.

Ecco perché è importante conoscere e distinguere le varie tipologie di contenitori da asporto, in questo modo saprai sempre di usare il contenitore giusto per il giusto prodotto.

In passato si usavano altri materiali che fortunatamente stanno sparendo o, quanto meno, diventa sempre più chiaro che anche se idonei per legge in realtà sono pericolosi.

Questo sta facendo un po’ d’ordine nei materiali delle confezioni.

Oggi il mondo del packaging per cibo e bevande da asporto si è ramificato in tre grandi categorie: 

  • Polpa di cellulosa 
  • Cartoncino 
  • Plastica 

Se hai notato ho detto ramificato e non diviso, perché il senso di questo scritto è proprio questo; non una divisione dove poter prendere le difese di un tipo al posto di un altro ma la creazione di vere e proprie categorie di contenitori.

Esistono anche altri materiali ma che non ha senso aggiungere alla lista, il motivo è perché sono poco rilevanti nel mondo del take away. La scelta del packaging per il cibo da asporto risponde a delle esigenze specifiche. Esigenze che tengono conto certamente del prodotto ma anche di altre possibili variabili.

Questo può significare che per uno stesso identico prodotto possano usarsi diversi tipi di materiali per la confezione, perché magari la differenza sta nel trasporto o nel tempo di stoccaggio.

Il percorso sui materiali del packaging è talmente grande che per oggi mi fermo qui. Nel prossimo articolo entreremo nel merito della polpa di cellulosa, scopriremo com’è fatta, come viene prodotta e, soprattutto, per quali cibi va usata e in quali situazioni e meglio evitare.

Se nel frattempo vuoi saperne di più puoi scaricare gratuitamente la guida cliccando su “Guida pratica alla scelta del Packaging per il tuo asporto

Buona asporto e alla prossima!

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